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5 giugno 1991 · Colo-Colo
Colo-Colo 1991: la notte in cui il Cile vinse la sua unica Copa Libertadores
Il 5 giugno 1991, con due gol di Luis Pérez e uno di Leonel Herrera, il Colo-Colo batté 3-0 l'Olimpia, campione in carica, al Monumental e conquistò l'unica Libertadores di un club cileno.
- Data dell'evento:
Il 5 giugno 1991, davanti a 66.517 spettatori all'Estadio Monumental di Santiago, il Colo-Colo batté 3-0 l'Olimpia e diventò campione del Sudamerica. Ancora oggi è l'unica Copa Libertadores vinta da un club cileno. Dietro quella notte c'erano un allenatore cresciuto nei settori giovanili della Jugoslavia, una rosa che riuniva diverse generazioni del club e una cavalcata di 14 partite in cui la squadra segnò 22 gol e ne subì appena 8.
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Un tecnico croato a Macul
Mirko Jozić, allenatore croato, conosceva già il calcio cileno: nel 1987 aveva guidato la nazionale giovanile della Jugoslavia che vinse in Cile il Mondiale Under 20. Nel 1990 prese le redini della prima squadra del Colo-Colo, che quello stesso anno vinse il campionato cileno e con quel titolo si guadagnò un posto nella Libertadores dell'anno successivo.
In porta c'era Daniel Morón, con Marcelo Ramírez come riserva. Lizardo Garrido, Miguel Ramírez, Javier Margas ed Eduardo Vilches formavano la linea difensiva, e il capitano Jaime Pizarro, mediano di contenimento, era il perno della squadra insieme a Rubén Espinoza, Juan Carlos Peralta e Gabriel Mendoza. In attacco si alternavano Marcelo Barticciotto, Ricardo Dabrowski, Rubén Martínez, Patricio Yáñez, Luis Pérez e Leonel Herrera. Dabrowski chiuse da capocannoniere della squadra nel torneo, con sei reti.
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Imbattuto nel girone
Il Colo-Colo fu inserito nel Gruppo 2 con Deportes Concepción, Liga Deportiva Universitaria de Quito e Barcelona de Guayaquil. Il debutto arrivò il 20 febbraio, lo stesso giorno in cui cominciò il torneo: uno 0-0 a Concepción. Al Monumental la squadra vinse tutte e tre le partite, 3-1 al Barcelona, 2-0 al Concepción e 3-0 alla Liga de Quito, e in trasferta aggiunse altri due pareggi, 2-2 a Guayaquil e 0-0 a Quito. Chiuse la fase al primo posto, senza sconfitte, con 9 punti, 10 gol fatti e 3 subiti.
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Lima, Montevideo e una notte rovente contro il Boca
Negli ottavi di finale l'avversario fu l'Universitario de Deportes. Dopo uno 0-0 a Lima, il Colo-Colo vinse 2-1 a Santiago con una doppietta di Rubén Espinoza. Nei quarti affrontò il Nacional di Montevideo: il 4-0 dell'andata al Monumental si rivelò decisivo, perché a Montevideo gli uruguaiani vinsero 2-0 e non bastò.
La semifinale contro il Boca Juniors, che aveva Gabriel Batistuta in attacco, è rimasta nella memoria per motivi calcistici ed extracalcistici. Alla Bombonera il Boca vinse 1-0 con un gol di Alfredo Graciani. Il ritorno si giocò il 22 maggio al Monumental, davanti a 64.208 persone. Il Colo-Colo ribaltò il confronto nel secondo tempo con i gol di Rubén Martínez e Marcelo Barticciotto; Diego Latorre accorciò per il 3-1 che fissò il risultato complessivo sul 3-2 a favore dei cileni.
Il finale fu caotico. Ci furono colpi tra giocatori e persone che si trovavano a bordo campo, e nel mezzo della rissa un cane dei Carabineros morse il portiere del Boca, Carlos Navarro Montoya. Anni dopo lo stesso Navarro Montoya ammise che oggi quella partita non si sarebbe giocata così. Latorre la ricordò come la cosa più vergognosa che avesse vissuto su un campo.
La finale contro i campioni in carica
Dall'altra parte c'era l'Olimpia, l'avversario più impegnativo che potesse capitare. Il club paraguaiano, guidato da Luis Cubilla, era il campione in carica dopo aver vinto la Libertadores del 1990, aveva già quella del 1979 e arrivava alla sua terza finale consecutiva, dopo quella persa nel 1989. Il Colo-Colo, invece, aveva giocato una sola finale in precedenza, quella del 1973.
L'andata si disputò il 29 maggio allo stadio Defensores del Chaco di Asunción, con l'arbitraggio dell'uruguaiano Ernesto Filippi. Fu una partita chiusa che terminò 0-0. Verso la fine, dopo uno scontro, furono espulsi Virginio Cáceres dell'Olimpia e Rubén Martínez del Colo-Colo, per cui nessuno dei due poté giocare il ritorno. Ai cileni mancò anche Patricio Yáñez, assente in finale per infortunio.
Il ritorno, una settimana dopo al Monumental, fu diretto dal brasiliano José Roberto Wright. Luis Pérez risolse buona parte della storia molto presto: segnò due gol prima del 20'. Verso la mezz'ora l'Olimpia rimase in dieci per l'espulsione di Gabriel González. Gabriel Mendoza uscì infortunato e al suo posto entrò Leonel Herrera, che a cinque minuti dalla fine firmò il 3-0 definitivo.
Per l'Olimpia fu una notte amara, ma il suo ciclo era già nella storia: tre finali di fila tra il 1989 e il 1991 e il titolo del 1990 confermavano quella squadra come una delle grandi di quegli anni in Sudamerica.
Quello che venne dopo
Da campione del Sudamerica, il Colo-Colo volò a Tokyo per disputare la Coppa Intercontinentale dell'8 dicembre 1991 contro la Stella Rossa di Belgrado, campione d'Europa. La squadra jugoslava giocò tutto il secondo tempo in inferiorità numerica per l'espulsione di Dejan Savićević, ma vinse 3-0 con due gol di Vladimir Jugović e uno di Darko Pančev, davanti a più di 60.000 spettatori.
La rivincita internazionale arrivò l'anno seguente. Il 19 aprile 1992, a Kobe, in Giappone, Colo-Colo e Cruzeiro pareggiarono 0-0 nella Recopa Sudamericana, e i cileni vinsero 5-4 ai calci di rigore, con una parata di Marcelo Ramírez su Boiadeiro. Nel settembre 1992 aggiunse la Copa Interamericana contro il Puebla, del Messico: vinse 4-1 in trasferta e 3-1 al Monumental, per un risultato complessivo di 7-2.
Un titolo ancora solitario
Più di tre decenni dopo, nessun altro club cileno è tornato a vincere la Copa Libertadores. Per questo la squadra di Jozić, con Pizarro, Morón, Barticciotto, Pérez e Herrera, resta il punto di riferimento obbligato ogni volta che un club del paese ci riprova.
Cronologia
Il Colo-Colo debutta in Copa Libertadores con uno 0-0 contro il Deportes Concepción.
Semifinale al Monumental: il Colo-Colo batte 3-1 il Boca Juniors e si qualifica con un risultato complessivo di 3-2.
Andata della finale al Defensores del Chaco: Olimpia e Colo-Colo pareggiano 0-0.
Ritorno della finale al Monumental: il Colo-Colo batte 3-0 l'Olimpia, con due gol di Luis Pérez e uno di Leonel Herrera.
Coppa Intercontinentale a Tokyo: la Stella Rossa batte 3-0 il Colo-Colo.
Il Colo-Colo vince la Recopa Sudamericana contro il Cruzeiro a Kobe, 5-4 ai rigori dopo lo 0-0.
Il Colo-Colo batte 3-1 il Puebla a Santiago e vince la Copa Interamericana con un risultato complessivo di 7-2.
Maglie di quegli anni
Della stessa epoca. Non necessariamente quella indossata quel giorno.
Fonti verificate
10 fonti consultate
- Sito web. Wikipedia in spagnolo, «Final de la Copa Libertadores 1991» Vedi fonte
- Sito web. Wikipedia in inglese, «1991 Copa Libertadores finals» Vedi fonte
- Sito web. RSSSF, «Copa Libertadores 1991» Vedi fonte
- Giornale o rivista. Cooperativa.cl, «10 inolvidables partidos que le entregaron a Colo Colo la Copa Libertadores en 1991», 5 giugno 2014 Vedi fonte
- Sito web. RedGol, «31 años de la Copa Libertadores 1991: estadísticas del Colo-Colo que conquistó América», 5 giugno 2022 Vedi fonte
- Sito web. Goal (Chile), «Copa Libertadores: ¿cuándo y cuántas veces salió campeón Colo Colo?» Vedi fonte
- Sito web. Revista 4-4-2 (Perfil), «La increíble historia del perro policía que mordió a Navarro Montoya en un Colo-Colo-Boca» Vedi fonte
- Sito web. RSSSF, «Chilean Clubs in South American Tournaments 1991-2001» Vedi fonte
- Sito web. RedGol, «Los campeones de América: el plantel de Colo-Colo en la Libertadores de 1991», 4 giugno 2020 Vedi fonte
- Sito web. Al Aire Libre, «Colo Colo y Boca Juniors: aniversario de un partido histórico e inolvidable» Vedi fonte
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