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25 maggio 1967 · Celtic
Lisbona 1967: i leoni di Glasgow che conquistarono l'Europa
Il 25 maggio 1967, con i gol di Tommy Gemmell e Stevie Chalmers, il Celtic di Jock Stein ribaltò la finale contro l'Inter di Helenio Herrera a Lisbona e divenne il primo club britannico campione d'Europa.
- Data dell'evento:
Il 25 maggio 1967, all'Estádio Nacional di Lisbona, una squadra di Glasgow batté 2-1 l'Inter, due volte campione d'Europa e favorita per quasi tutti, e alzò la Coppa dei Campioni. Il Celtic divenne così il primo club britannico campione del continente. I suoi undici titolari vengono ricordati da allora con un nome proprio: i Lisbon Lions, i leoni di Lisbona.
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Il ritorno di Jock Stein
La storia comincia due anni prima. Nel marzo 1965 Jock Stein tornò al Celtic Park, questa volta come allenatore. Arrivava con un certo prestigio, dopo aver risollevato il Dunfermline Athletic e dopo una parentesi all'Hibernian. Proprio in quel 1965 regalò al Celtic il primo trofeo con lui in panchina, la Coppa di Scozia, vincendo la finale proprio contro il Dunfermline, la sua ex squadra.
Stein non ebbe bisogno di andare a comprare stelle. Gran parte della rosa era già al club ed era cresciuta nei dintorni. Il dato è celebre: gli undici che giocarono a Lisbona erano nati a meno di 30 miglia, circa 48 chilometri, dal Celtic Park. Quello che veniva da più lontano era Bobby Lennox, nato a Saltcoats, proprio su quel limite.
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Undici vicini di casa di Glasgow
In porta c'era Ronnie Simpson. I terzini erano Jim Craig e Tommy Gemmell, e al centro della difesa giocavano il capitano Billy McNeill e John Clark. A centrocampo Bobby Murdoch e Bertie Auld gestivano il pallone. Davanti, Jimmy Johnstone si intendeva con Willie Wallace, Stevie Chalmers e Bobby Lennox in un attacco che non smetteva mai di muoversi.
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La strada verso Lisbona
Il Celtic debuttò in Coppa dei Campioni il 28 settembre 1966 con un 2-0 all'FC Zürich a Glasgow, con i gol di Gemmell e Joe McBride. In Svizzera vinse 3-0, con altri due gol di Gemmell. Nel secondo turno si impose 3-1 sul Nantes in Francia e ripeté il 3-1 in casa.
I quarti di finale furono la prova più dura. A Novi Sad il Vojvodina vinse 1-0, l'unica sconfitta del Celtic in tutto il torneo. Il ritorno a Glasgow era sull'1-0, con gol di Chalmers, quando all'ultimo minuto McNeill segnò il 2-0 che ribaltò il doppio confronto. In semifinale, contro il Dukla Praga, Johnstone e Wallace, autore di una doppietta, firmarono il 3-1 in casa. A Praga la squadra resistette e strappò uno 0-0 che valeva la finale.
Di fronte alla grande Inter
Dall'altra parte aspettava l'Inter di Helenio Herrera, il grande simbolo del catenaccio, una difesa chiusa e molto ordinata che segnò un'epoca. Con quello stile il club aveva già vinto due Coppe dei Campioni, e sulla strada per Lisbona aveva eliminato il Real Madrid. Era una squadra di campioni: Giacinto Facchetti, Tarcisio Burgnich, Armando Picchi, Mario Corso e Sandro Mazzola. Tuttavia arrivò alla finale senza il suo regista, lo spagnolo Luis Suárez, infortunato.
La finale
Circa 45.000 persone riempirono l'Estádio Nacional, con l'arbitraggio del tedesco Kurt Tschenscher. La partita cominciò come voleva l'Inter. Nei primi minuti l'arbitro concesse un rigore per un fallo di Jim Craig su Renato Cappellini, che il difensore negò sempre, e Mazzola lo trasformò per l'1-0.
Da lì in poi il Celtic si impadronì del pallone. Attaccò sulle fasce, tirò una volta dopo l'altra e si scontrò con il portiere Giuliano Sarti e con una difesa che non concedeva spazi. Il pareggio arrivò al 63': Craig, finito sotto accusa per il rigore, ricevette sulla destra e servì all'indietro Gemmell, che scagliò un tiro potentissimo da fuori area. Nel finale Murdoch provò da lontano e Chalmers deviò il pallone lontano dalla portata di Sarti per il 2-1. I giocatori raccontarono poi di aver provato quello schema in allenamento.
L'Inter, una delle migliori squadre della sua epoca, non trovò risposta. Quel pomeriggio non tolse nulla a ciò che aveva conquistato, ma dimostrò che anche il calcio offensivo poteva battere la miglior difesa d'Europa.
Una coppa consegnata in tribuna
Al fischio finale migliaia di tifosi scozzesi invasero il campo. Alcuni giocatori rimasero senza maglia, e la coppa non poté essere consegnata sul terreno di gioco: McNeill dovette salire in tribuna per riceverla. Poco dopo lo scozzese Bill Shankly, allenatore del Liverpool, salutò Stein con una frase rimasta nella storia: «John, ora sei immortale».
Una stagione perfetta
La Coppa dei Campioni fu il coronamento di una stagione storica. Nell'ottobre 1966 il Celtic vinse la Coppa di Lega, 1-0 ai Rangers, e poco dopo la Coppa di Glasgow, 4-0 al Partick Thistle. Nell'aprile 1967 alzò la Coppa di Scozia contro l'Aberdeen, e il campionato fu blindato con un pareggio per 2-2 a Ibrox, il campo dei Rangers. Con Lisbona furono cinque titoli in una sola stagione: campionato, Coppa di Scozia, Coppa di Lega, Coppa di Glasgow e Coppa dei Campioni.
Quello che venne dopo
Da campione d'Europa, il Celtic disputò la Coppa Intercontinentale contro il Racing Club de Avellaneda. Vinse 1-0 a Hampden Park con gol di McNeill e perse 2-1 al Cilindro di Avellaneda, per cui si giocò uno spareggio il 4 novembre 1967 all'Estadio Centenario di Montevideo. Lo vinse il Racing con un tiro di Juan Carlos Cárdenas, in una partita molto violenta che terminò con diversi espulsi da entrambe le parti.
In Scozia la squadra di Stein continuò a vincere: arrivò a nove campionati consecutivi. Nel 1970 tornò in una finale di Coppa dei Campioni, allo stadio San Siro di Milano, e ancora una volta si fece avanti Gemmell, autore del primo gol. Ma il Feyenoord pareggiò e vinse 2-1 ai tempi supplementari.
Un'eredità di quartiere
Lisbona non se n'è mai andata dal Celtic Park. Una tribuna porta il nome dei Lisbon Lions, e davanti allo stadio ci sono le statue di Stein e di McNeill, quest'ultimo con la coppa alzata. Nel 2017, a 50 anni dalla finale, i tifosi coprirono l'intero stadio con una coreografia in omaggio a quella squadra e vinsero il premio The Best FIFA come miglior tifoseria. Più di mezzo secolo dopo, l'idea resta intatta: un gruppo di ragazzi nati a pochi chilometri dal loro stadio fu capace di conquistare l'Europa.
Cronologia
Jock Stein diventa allenatore del Celtic.
Il Celtic debutta in Coppa dei Campioni con un 2-0 all'FC Zürich a Glasgow.
Il Celtic batte 2-0 il Vojvodina, con un gol di Billy McNeill all'ultimo minuto, e approda in semifinale.
Pareggio per 0-0 contro il Dukla a Praga: il Celtic si qualifica per la finale.
Finale a Lisbona: il Celtic batte 2-1 l'Inter, con i gol di Tommy Gemmell e Stevie Chalmers, ed è il primo club britannico campione d'Europa.
Il Racing Club vince 1-0 lo spareggio della Coppa Intercontinentale a Montevideo.
Il Celtic perde 2-1 la finale di Coppa dei Campioni contro il Feyenoord a Milano, ai tempi supplementari.
Fonti verificate
10 fonti consultate
- Sito web. UEFA, «Celtic Lisbon Lion Tommy Gemmell passes away», 2 marzo 2017 Vedi fonte
- Sito web. UEFA, «Stein saluted by Celtic faithful», 11 settembre 2005 Vedi fonte
- Sito web. Wikipedia in inglese, «Lisbon Lions» Vedi fonte
- Sito web. Wikipedia in inglese, «1967 European Cup final» Vedi fonte
- Sito web. FourFourTwo, «In their own words: How Celtic's Lisbon Lions shocked 'unbeatable' Inter in 1967», 25 maggio 2017 Vedi fonte
- Sito web. Wikipedia in spagnolo, «Copa Intercontinental 1967» Vedi fonte
- Sito web. Scottish Football Museum, Hall of Fame, «Lisbon Lions» Vedi fonte
- Sito web. RSSSF, «European Champions' Cup 1966-67 – Details» Vedi fonte
- Sito web. UEFA, «1966/67: Chalmers strikes late as Celtic win in Lisbon», storia della Coppa dei Campioni Vedi fonte
- Sito web. Wikipedia in inglese, «Jock Stein» Vedi fonte
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