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18 maggio 1994 · AC Milan
Atene 1994: il Milan di Capello e il 4-0 al Dream Team
Il 18 maggio 1994, senza Baresi né Costacurta e con l'etichetta di vittima designata, il Milan di Fabio Capello travolse 4-0 il Barcellona di Johan Cruyff ad Atene, con la doppietta di Massaro, il pallonetto di Savićević e il sigillo di Desailly, e vinse la sua quinta Coppa dei Campioni.
- Data dell'evento:
Il 18 maggio 1994, allo Stadio Olimpico di Atene, il Milan di Fabio Capello batté 4-0 il Barcellona di Johan Cruyff e alzò la sua quinta Coppa dei Campioni. Arrivò in finale senza i suoi due centrali titolari, con diverse assenze pesanti e con l'etichetta di vittima designata. Ne uscì con una delle goleade più ricordate nella storia del torneo e con la sensazione di aver chiuso un'epoca: quella del Dream Team.
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L'eredità di Sacchi
Nel giugno 1991 Capello prese il posto di Arrigo Sacchi sulla panchina del Milan. Sacchi aveva portato il club alle Coppe dei Campioni del 1989 e del 1990, e la nomina del suo successore fece discutere: molti lo consideravano un uomo troppo vicino al presidente Silvio Berlusconi. Capello rispose sul campo. Il suo Milan rimase imbattuto per 58 partite di campionato, tra maggio 1991 e marzo 1993, un record in Italia, e vinse tre scudetti di fila. In Europa, invece, si fermò a un passo: nel 1993 perse la finale 1-0 contro l'Olympique Marsiglia.
La squadra del 1993-94 era più sobria di quella di Sacchi. Vinse la Serie A con appena 36 gol in 34 partite, ma ne subì solo 15. In Champions League arrivò in finale da imbattuta e con due gol al passivo in undici partite. Una delle chiavi fu il francese Marcel Desailly, campione d'Europa con il Marsiglia nel 1993: Capello lo tolse dalla difesa e lo schierò mediano davanti alla retroguardia, perché il resto del centrocampo potesse liberarsi.
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Il Dream Team di Cruyff
Dall'altra parte c'era la squadra del momento. Cruyff guidava il Barcellona dal 1988 e il 20 maggio 1992, a Wembley, aveva regalato al club la sua prima Coppa dei Campioni: 1-0 alla Sampdoria con una punizione di Ronald Koeman al 112° minuto, nei tempi supplementari. Nel 1994 quella squadra aveva Andoni Zubizarreta in porta, Pep Guardiola in mezzo al campo e davanti Hristo Stoichkov e il brasiliano Romário, che secondo Cruyff aveva segnato 30 gol in 33 partite.
Quattro giorni prima di Atene, il 14 maggio, il Barcellona aveva vinto la sua quarta Liga consecutiva nel modo più drammatico. Batté 5-2 il Siviglia al Camp Nou mentre la capolista, il Deportivo La Coruña, pareggiava 0-0 con il Valencia dopo che Miroslav Djukić aveva sbagliato un rigore all'ultimo minuto. In Champions, la squadra di Cruyff aveva vinto il suo girone ed eliminato il Porto con un 3-0 in semifinale, con due gol di Stoichkov e uno di Koeman.
Un Milan in emergenza
Il Milan, invece, arrivò con la rosa decimata. Nella semifinale contro il Monaco, vinta 3-0 a San Siro, Franco Baresi rimediò un'ammonizione che gli costò la squalifica e Alessandro Costacurta fu espulso nel primo tempo. Marco van Basten non aveva giocato in tutta la stagione per l'infortunio alla caviglia, e anche Gianluigi Lentini, che era stato il calciatore più costoso del mondo, era infortunato.
A questo si aggiungeva il regolamento UEFA, che permetteva solo tre stranieri per squadra. Capello scelse Desailly, Zvonimir Boban e Dejan Savićević, e lasciò fuori Jean-Pierre Papin, Florin Răducioiu e Brian Laudrup. Cruyff ebbe lo stesso problema e decise di giocare con Koeman, Stoichkov e Romário, senza il danese Michael Laudrup. Per coprire le assenze, Capello schierò una difesa con Mauro Tassotti, Filippo Galli, Paolo Maldini e il giovane Christian Panucci.
Le parole prima della partita
Cruyff non nascose la sua fiducia. Disse che la sua squadra era più completa, più competitiva e più esperta di quella di Wembley, e che il Milan non era niente di speciale: una squadra che si affidava alla difesa contro una che si affidava all'attacco. Aveva anche detto che una vittoria del Barcellona sarebbe stata una vittoria del calcio. Demetrio Albertini raccontò anni dopo che, la mattina della finale, i giornali mostravano Cruyff in posa con la coppa, e che quell'immagine accese lo spogliatoio rossonero.
La notte di Atene
Circa 70.000 persone riempirono lo stadio, con l'arbitraggio dell'inglese Philip Don. Il Milan, in bianco, fu più veloce fin dall'inizio. Al 22° minuto Savićević partì in velocità e servì Daniele Massaro, che dovette solo spingerla nella porta vuota. Sul finire del primo tempo Roberto Donadoni scappò sulla sinistra e Massaro andò di nuovo a segno: 2-0.
Il terzo arrivò appena iniziato il secondo tempo ed è il gol più ricordato. Al 47° minuto Miguel Ángel Nadal sbagliò il rinvio, Savićević gli soffiò il pallone e scavalcò Zubizarreta con un pallonetto perfetto che lasciò il portiere senza reazione. Al 58° minuto Desailly sfruttò un passaggio di Albertini per il 4-0. Capello la riassunse poi come una vittoria della tattica e della velocità. Massaro, che nella finale del 1993 aveva sbagliato per pochi centimetri, questa volta se ne andò con due gol.
La maglia bianca
Il Milan giocò con la sua maglia bianca, il colore che il club indossa di solito nelle finali europee. Era la seconda maglia della stagione 1993-94, prodotta dalla Lotto, che in campionato portava sul petto il marchio Motta. Ad Atene, però, il petto era pulito. La UEFA permetteva la pubblicità sulle maglie dal 1982, ma per il suo contratto televisivo le finali rimasero senza sponsor, e questo Milan-Barcellona fu l'ultima finale tra due squadre senza sponsor. Solo nel 1995 furono ammessi i loghi in finale.
Quello che venne dopo
Desailly diventò il primo giocatore a vincere la Coppa dei Campioni due anni di fila con due club diversi. Il Barcellona, invece, cominciò a sfaldarsi: a Zubizarreta comunicarono il giorno dopo che non sarebbe rimasto, Michael Laudrup passò al Real Madrid e il rapporto tra Stoichkov e Romário si ruppe. Cruyff fu esonerato due anni più tardi. Il Milan tornò in finale nel 1995, la terza di fila, e la perse 1-0 contro l'Ajax a Vienna.
Per più di tre decenni quel 4-0 è stato il margine più ampio in una finale dell'era Champions League, finché il PSG non ha battuto l'Inter 5-0 nel 2025. Ma Atene si ricorda per qualcosa di più del risultato: una squadra senza la sua difesa titolare, senza Van Basten e con tre stranieri obbligati smontò la favorita che aveva promesso di vincere in nome del calcio. Fu la notte più perfetta del Milan di Capello e l'inizio della fine del Dream Team.
Cronologia
Fabio Capello sostituisce Arrigo Sacchi sulla panchina del Milan.
Il Barcellona di Cruyff vince a Wembley la sua prima Coppa dei Campioni: 1-0 alla Sampdoria con una punizione di Koeman ai tempi supplementari.
Finisce la striscia del Milan di 58 partite di campionato senza sconfitte, record in Italia.
Il Milan perde 1-0 la finale di Champions League contro l'Olympique Marsiglia.
Semifinali: il Milan batte 3-0 il Monaco, ma perde per squalifica Baresi e Costacurta; il Barcellona batte 3-0 il Porto.
Il Barcellona vince la sua quarta Liga consecutiva dopo il rigore sbagliato da Djukić in Deportivo-Valencia.
Finale di Atene: il Milan batte 4-0 il Barcellona, con i gol di Massaro (2), Savićević e Desailly, ed è campione d'Europa per la quinta volta.
Il Milan perde 1-0 contro l'Ajax a Vienna la sua terza finale consecutiva.
Maglie di quegli anni
Della stessa epoca. Non necessariamente quella indossata quel giorno.
Fonti verificate
14 fonti consultate
- Sito web. These Football Times, «MTV, Oscar Wilde and the implosion of Johan Cruyff's Dream Team», Gary Thacker, 7 febbraio 2018 Vedi fonte
- Sito web. AC Milan, palmarès: Champions League 1993-94 (scheda della finale) Vedi fonte
- Sito web. UEFA, storia della stagione 1993/94 della Champions League Vedi fonte
- Sito web. UEFA, «1993/94: Massaro leads Milan rout», cronaca della finale Vedi fonte
- Sito web. FC Barcelona, «20 años de la Liga del 94» Vedi fonte
- Sito web. Football Kit Archive, «AC Milan 1993-94 Away Kit» (Lotto, sponsor Motta) Vedi fonte
- Sito web. Wikipedia in inglese, «Fabio Capello» Vedi fonte
- Sito web. Wikipedia in inglese, «1993–94 AC Milan season» Vedi fonte
- Sito web. Wikipedia in inglese, «1992 European Cup final» Vedi fonte
- Sito web. Wikipedia in inglese, «1994 UEFA Champions League final» Vedi fonte
- Sito web. Football Italia, «Albertini: what inspired 1994 Milan final», 31 maggio 2020 Vedi fonte
- Sito web. UEFA, «Cruyff calls it wrong», Patrick Hart, 27 maggio 2003 Vedi fonte
- Sito web. Wikipedia in inglese, «1995 UEFA Champions League final» Vedi fonte
- Sito web. Museum of Jerseys, «A brief history of European Cup sponsorship», 1° giugno 2019 Vedi fonte
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